Ecco a voi i momenti piu comici della mia vita : le cosiddette "Pagine di Diario"

Erika alla ricerca de Maria pe Roma
 
Il talismano di Vincenzone
 
Una giornata (mezza) al mare nel paradiso della pulizia
 
Notte bianca romana
 
Robivecchio andata e ritorno
 
Rafting e Bla bla bla.....
 
1° Raduno della Community di Radio Globo

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ERIKA ALLA RICERCA DE MARIA PE ROMA 

Sabato 1° Marzo 2003

Caro Diario,
vorrei raccontarti l'esperienza vissuta sabato sera con i miei amici della parrocchia.
Sabato 1 marzo alle 21.30 siamo andati a Roma, non a cercare Maria come ha fatto poi Erika, ma per stare un po insieme. Siamo andati in un Pub per prenderci il gelato. C'è chi si è preso il ciokorì, chi l'acqua e chi, come me, si è preso le "peshche in coppa"; espressione questa che sembra trovare le sue origini nel folcloristico dialetto napoletano, ma credimi è italiano masticato male.

Verso le 23.45 circa decidiamo di ritornarcene alla base, ma nella Clio grigia succede qualcosa di insolito: il conducente Massimo propone ai passeggeri Carlo, Annalisa e Erika (quest'ultima detta l'esperta di Roma) di portarli a fare vedere loro il posto dove ruba lo stipendio al principale e, con l'occasione, girare per la capitale. Io, reduce da una botta di sonno nel pub dovuta a motivi che già sai e quindi non sto a ripeterti, approvo la proposta del conducente e con me tutti gli altri passeggeri.

Non posso raccontarti tutti i particolari perchè in macchina per diverse volte mi è "calata la pezza", come si suol dire a Napoli. Fatto sta che la Clio grigia si inoltra, all'insaputa della clio rossa e della lancia verde pisello, verso il centro della capitale.

Nei momenti di poca lucidità ho potuto ascoltare una serie d'interrogazioni a vicenda tra Massimo ed Erika, laureandi tutti è due in topografia romana, sui luoghi di Roma: "Come fai a non sapere che via è questa, come fai a non sapere che piazza è questa, questo viale dove porta, è inutile che mi fai queste domande perchè io a Roma ci vado tutti i giorni, anche io" ecc..

Ti riporto di seguito alcuni brevi dialoghi tra i due laureandi

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MAX: Erika, ma come fai a non sapere dove porta questa via?
   
SPY: Non lo so , io Roma la conosco solo per i negozi! per esempio, se tu continui dritto c'è la Sisley.. .. O vedi amo' che t'ho detto? So' troppo forte io! 
   
MAX: Vabbè ma che cazzo me ne frega a me! comunque questa strada ci porta davanti al milite ignoto.
   
SPY: Amo' ma che è er milite ignoto?
   
MAX: Scusa, ma che scola hai fatto tu alle superiori?
   
SPY: Il liceo d'arte. Guarda che non lo so proprio che è sto milite ignoto, io sta parola non l'ho mai udita!
   
MAX:    Hai fatto l'istituto d'arte e non sai che è er milite ignoto?.... vabbè te lo dico io: MILITE perchè è un militare, IGNOTO perchè non se sa chi è. 
   
SPY: Che te devo dì, se non l'ho mai sentito non l'ho mai sentito!

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Ascoltando in dormiveglia questo sketch sulla topografia romana una vocina dal di dentro mi diceva: Carlo svegliati, apri gli occhietti che tra un po ci sarà un'altra lezione. Svegliati!". Così feci..... dio disse Kung e Kung-fu!

Giunti alla fine della via che costeggia gli alloggi canonici, presumo (perchè io non faccio il professore), della basilica di San Giovanni, c'era un cartello scritto a caratteri cubitali PIAZZA SAN GIOVANNI IN LATERANO. A questo punto Erika, che a breve darà la tesi universitaria su "Roma: negozi e non solo", esordisce un altro dialogo come di seguito riportato .

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SPY:
Amò, qua dove siamo? Tanto io lo so, la conosco Roma!    
MAX:
San Giovanni in Laterano...
 
SPY:
Sbagliato! questo è il Quirinale!

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E così accadde che in piazza San Giovanni si sentì un boato mai udito prima: erano le risate dei passeggeri della clio grigia. Addirittura sembra che alcuni passanti abbiano visto il musetto della clio ridere anch'esso. A questo punto Erika diventa piccola piccola, ancor più piccola di quella che è! E si giustifica in questo modo:

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SPY:
Amo', me so' sbaiataaaaaa!  o' sai perchè? perchè ho visto il portone.....
 
MAX:
Zita, zita, zitta, zitta, zitta, zitta! Non ha scusanti, domani dirò a Salvanna che hai confuso San Giovanni col Quirinale e che non sai cos'è il milite ignoto!
 
SPY:
Oh, ma perchè a te non te capita mai de sbaià?
 
MAX:
Bè si, ma non in maniera grossolana!

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In quel mentre la vocina dentro di me mi diceva "ora che ti sei piegato in due dalle risate puoi riaddormentarti, tanto non succederà più niente di eclatante!". Ho seguito la voce dell'omino e ho ripreso sonno.

Scusa caro diario se c'è poca, come si chiama in liguaggio lessicale, "concordanza dei tempi"; tanto posso assicurarti che gli unici a leggere questo scritto siamo solo io e te.

Ti lascio mio caro amico con questa teoria:

"Se a San Giovanni in Laterano c'è l'Esquilino allora a San Pietro c'è la sede dell'UE" 

CARLO     


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IL TALISMANO DI VINCENZONE
(OVVERO: La serata di Daniele)

VENERDI 21 MAGGIO 2004


Caro Diario,
Finalmente dopo tanto tempo scrivo sulle tue pagine .
Oggi si è verificato un avvenimento storico, a dir poco allucinante, che certamente conferma le doti e le qualità culesche  del nostro caro amato Vincenzone. Stavolta però l'evento è accaduto al Presidente Fondatore del CC Daniele, mediante l' influsso del nominato in titolo.

La serata incominciava quando, conclusesi le prove dei canti in vista del matrimonio di Ale e Lele, decidevamo di recarci presso la sede del Culo Club (il porkis) per svolgere le consuete attività proprie del club stesso : Magnà!

Già prima di entrare qualche, Membro diceva che consumavamo a gratis quali milionesimi clienti del locale, poiché accompagnati da Vincenzone. Ma non sapeva cosa riservava la serata!

Partecipavano alla Riunione sociale: PF Carlo, PF Daniele, Socio Cavaliere Micio, Socio cavaliere Nano Membro Dalmata,e Socio Cavaliere Culo Membro Vincenzone . Sostanzialmente l'Elite del Club.

Qualche minuto prima di prendere le ordinazioni il PF Daniele, su mia indicazione, si voltava per osservare la scritta sul fondoschiena di una cameriera posta dietro di lui, a novanta gradi, mentre ottemperava nel suo lavoro.
Quand'ecco che, accortosi di una ragazza del tavolo accanto che stava deridendo il suo sguardo allibito verso la cameriera , cominciava a vergognarsi di brutto e si rigirava di scatto sperando che il nostro tavolo non si fosse accorto di nulla. Ma così non era, perchè tutti i partecipanti alla riunione sociale avevano notato tutti i particolari della scena ed in coro gli intimavano che egli era stato appena vittima di una figura di merda.

Terminato il Daniele Moment, giungeva l'appena menzionata cameriera per raccogliere le ordinazioni. Tutti le chiedevamo consumazioni complete (mangia e bevi), solo il povero PF Daniele ordinava una semplice Pepsi per riprendersi dalla precedente performance.

Ma la serata riservava un altro momento clou: Il Buon Vincenzone trasferiva i suoi poteri magici sulla 50 centesimi.
Infatti il PF Daniele, sapendo che la pepsi promuoveva un concorso a premi, si faceva portare da colei che qualche istante prima ne ammirava il fondoschiena, il bigliettino da grattare.

Il PF Daniele, conoscendo bene le doti del Vincenzo , si faceva prestare una sua 50 centesimi. In quell'istante Vincenzo, nell'atto di porgererla a  Daniele, trasmetteva inconsapevolmente tutta la sua stregoneria verso la monetina .

Afferrato il cosiddetto "mezzosacco" il Presidente, certo di ciò che stava per fare, grattava con una certa spavalderia la tessera. Nessuno poteva sapere la potenza di quella monetina, fuorchè Daniele, vero protagonista della serata.
Quand'ecco che, grattata la striscia grigia, compariva nell'apposito spazio questa scritta "COMPLIMENTI HAI VINTO UN PALLONE". 

In men che non si dica il PF Daniele esultava per la vincita, mentre gli altri, ad eccezion di Vincenzon, rimanevano composti senza neanche pronunciare la solita frase "Che culo Vincenzo!". Scuotevano solamente la testa in segno di assuefazione alle oramai solite e ripetute sculate. Infatti la vittoria, seppure ottenuta dal PF Daniele, è stata attribuita a Vincenzo poichè trasmettitore di culo verso la monetina.

Credo che quella moneta sarà custodita gelosamente nella bacheca del Club quale reliquia di culo vincenzino.

Qualcuno ha provato a chiedere alla cameriera se vendevano i gratta e vinci (magari vincevamo qualche soldo grattando con la 50 sculata), ma ella rispondeva di no, aggiungendo che Daniele era il primo ad ottenere il premio della pepsi. La stessa aggiungeva che c'era un cliente che veniva tutte le sere appositamente per vincere quel pallone in palio firmato da Totti.
Da ciò abbiam capito una cosa: "AL CUL DI VINCENZON NON SI COMANDA!"

Memori dei fatti accaduti, decidevamo di tornarcene a casa. La serata si concludeva li.
Spero che il PF_Daniele, nonchè mio collega, non abbia la presunzione di dire che è lui che ha sculato.
Un grosso salutone Caro Diario. Ti riscriverò quando succederà qualche altro fantastico evento.

ciao

CARLO


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Una giornata (mezza) al mare nel paradiso della pulizia.
1° Maggio 2003

Caro Pc-Diario è tanto che non ti scrivo e per questo me ne scuso, ma sembra che l'ultima volta il sottoscritto abbia fatto partire erroneamente via email la pagina relativa al sabato romano a tutti gli indirizzi di posta elettronica che avevo in rubrica. Purtroppo, sai com'è, ancora non sono capace ad usare il computer come vorrei e questi ne sono i risultati. Pensa che i miei amici, per deridermi di quanto accaduto, hanno stampato la pagina e ne hanno fatto uso improprio: chi l'ha affissa in ufficio, chi l'ha letta apertamente in un pub, e chi mi voleva menare. Ad ogni modo, lasciamo perdere. Quel che è fatto è fatto (qualcuno direbbe "quel che è faffo è faffo").

Ma veniamo a noi. Stavolta, mio caro amico, ho intenzione di raccontarti il mio 1° Maggio trascorso a cavallo tra le province di Roma e di Latina. Non fraintendermi: per "a cavallo" non intendo che siamo andati in agriturismo a cavalcare, bensi al mare al confine tra, come già esposto qualche rigo fa, Roma e Latrina. E' già, proprio Latrina! Io e i miei amici della parrocchia S. Filippo Neri in Cecchina siamo andati alla discarica di Torre Astura, geograficamente indicata anche come ASTURE TOWER DISCARIC (se non ci credi puoi verificare sulle cartine topografiche militari dell' IGM di Monte Cavo!)

Avevamo deciso di partire intorno alle 04.30 del mattino per motivi di traffico e della disponibilità del sito ove poter riporre l'autovettura, ma, giacchè non dovevamo andare nei pressi delle Dolomiti o del Gennargentu, decidevamo successivamente di posticipare la partenza alle ore 07.30.

Dopo una ricca colazione alla Pasticceria più antica di Cecchina, Bar Grancaffè Rosticceria Renz**li, ci dirigiamo in quel di Nettuno. Dico in quel di Nettuno perchè la conducente della Punto rossa sostava tranquillamente sotto un semaforo nettunese che in quel momento era di un verde più verde della Foresta Amazzonica. In seguito a questo grottesco episodio (n.d.r. uno dei tanti) arrivavamo nel luogo prefissato; lasciavamo la Faffomobile , la Manumobile e la Danielemobile in un parcheggio semigratuito custodito da una ONLUS indigena per poi dirigerci a piedi per 4 km circa verso il luogo anelato. Io, sinceramente, ancora ignaro della situazione, pensavo che dovessimo andare da Pasqualitti a prendere l'acqua (e poco ci è mancato), ma i miei amici dal grande spirito organizzativo mi rassicuravano dicendomi che andavamo nella spiaggia più pulita e più assolata del laziale. Dio disse Kung, ma Kung-nonfu. Infatti, non solo non c'era un'anima di sole, ma anche la pulizia lasciava a desiderare, per non parlare poi delle folate di tanfo che provenivano dalla vicina "EAU DE MUNNESSE",  famosissima industria francese di profumi unisex diretta dall'illustrissimo dottor Luciano ELESEDIE.

Durante il tragitto a piedi vedevo centinaia di manifestanti che inneggiavano motti e alzavano striscioni contro il comune; grazie a me, i membri del corteo rompevano le righe lasciando il sit-in. gli ho detto che avevano sbagliato discarica: che non si trovavano alla discarica di Cecchina, ma a Torre Astura, geograficamente denominata dall'IGM di Monte Cavo anche come ASTURE TOWER DISCARIC e gli ho spiegato la strada per via Roncigliano. Il corteo si scioglieva immediatamente, Sicchè ricevevo pronti e vivi ringraziamenti dai vigili; sembra che abbiano parlato bene di me al Sindaco il quale a breve mi convocherà per conferirmi la cittadinanza onoraria di Nettuno.

Così, congedatomi dalle guardie infami, ho raggiungevo i compagni e nel frattempo notavo che al margine destro della stradina, militarmente denominata anche carrareccia, c'era un lungo reticolato e su di esso dei cartelli giganti con su scritto a caratteri cubitali "DIVIETO D'ACCESSO ZONA MILITARE SORVEGLIANZA ARMATA". Il bello è che nella rete c'erano un infinito numero di varchi talmente grandi che Santina, la vera protagonista del pomeriggio, ci poteva entrare e uscire in due secondi tranquillamente e in + non c'era nessun uomo armato (a parte i vigili di prima)!

Giunti finalmente in spiaggia ci stanziavamo a 100 metri dalla fortezza e, nonostante la più totale assenza del sole e l'agitazione folle del mare (73 nodi -nota dell'IGM di Monte Cavo-), trascorrevamo una lieta mattinata. Analizzando la situazione, non so se prendermela con Vincenzone che, forte della sua discendenza dalla dea Fortuna e di suo marito Bucio Diculo, ha bloccato il sole sul nascere oppure con quel bastardo di Apollo, che sicuramente avrà dimenticato il sole stesso da Giove! Menomale che stavamo dopo Nettuno, il quale ci ha protetto per tutta la mattinata!

Data la situazione meteo molto incerta e dato dunque l'influsso di Vincenzone (o la stoltezza del dio Apollo), smontavamo baracca e ci dirigevamo in quel di Montagnano allo zoo " La Casa di Bi".

Per farla breve: siamo partiti da Cecchina alle 07.30, abbiamo fatto 208 km circa, di cui 200 con la macchina e 8 a piedi, per poi andare a casa di Bi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il viaggio di ritorno aveva comunque riservato dei momenti di puro chiasmo poetico. In effetti il comando della guida della flotta era stato impugnato coattivamente dal più famoso lupo di mare di tutti i tempi: Fabrizio il Navigatore della Fontana. Tal'uomo, ex ammiraglio della Royal Marine Britannica, ora in congedo per motivi di vista, non sapendo che era sconsigliato dall'IGM di Monte Cavo il transito per Nettuno data la festa patronale e l'affollatissima corsa di ciclismo per le vie del paese, aveva ostinatamente continuato diritto il percorso saltando le 8 deviazioni per Roma  fino alle porte della cittadina; alchè la più operativa dominatrice dei semafori nonchè militaressa di terra dell'Esercito portoricano, Emanuelas Bertolos, oramai anch'essa in congedo, aveva spodestato Fabrizio il Navigatore della Fontana e dei mari assumendo il comando della flotta. Così alla 9a deviazione aveva  svincolato per Roma e dirigendoci così per la via di casa.

Giunti davanti al fornaio di Montagnano, alle 11.45 circa, il buon Navigatore della Fontana, infastidito per il gesto della collega, ci  ammoniva dicendoci che se lo avevamo seguito risparmiavamo ben 30 minuti primi di strada. In altre parole, per come l'ho vista io, ci ha voluto dire che montavamo i razzi sopra le macchine e che volavamo aldisopra della miriade di gente in processione per Nettuno e aldisopra dell'affollatissima corsa ciclistica, senza essere intercettati dai radar degli aeroporti di Pratica di Mare e di Fiumicino. Avevamo quindi l'opportunità di trasformarci in uno STEALTH americano e non l'abbiamo sfruttata!

Non ci sembrava vero, ma dopo 208 km e 30 minuti di macchina in più arrivavamo allo zoo " La Casa di Bi", alimentato al momento solamente di 2 specie animali: Cani e Gatti. La padrona ci ha detto che quando arriveranno altre speci cambierà la denominazione sociale dell'impresa in "L'Arca di Bi". Questa mi sembra un'ottima cosa.

Il pomeriggio procedeva tranquillamente e dopo pranzo la laureanda in cinematografia italiana, Santina Giovanna Funari, ci invitava ad una sfida al gioco "Salti in mente". E' proprio in questo frangente che la promessa della cinematografia, prossima alla discussione della tesi "odio l'horror ma mi piace il comico", si procurava da sola una emozionantissima, bellissima ed ampia FIGURA DI MERDA che rimarrà alla storia come quella di "piazza San Giovanni".

Riporto di seguito il brillante dialogo che verrà trascritto sulla bibbia.

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MICAELA:
Noi a "film il cui titolo comincia con un colore" con la lettera G non abbiamo trovato nulla. Voi Carlo e Daniele?
DANIELE:
Noi nemmeno!
MICIO:
Nemmanco noi! voi Strà?
SANTINA:
Bello allora me pio 20 punti visto che nessuno l'ha trovato! il titolo del film è "GIALLO ROSSO E VERDONE"!

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Alchè dall'intera Via di Montagnano si sentiva un boato fortissimo. Tutti gli abitanti del quartiere incominciavano a ridere! sembra che anche i gatti di Bi, sprovvisti per natura di muscoli facciali, siano scoppiati a ridere! . Ora si spiega l'improvviso attaccamento di Supplì a Santina neoesperta, dopo quest'episodio, in CAC (coglioneria assiale computerizzata) l' alternativa modernizzata della TAC. Tranne il povero gatto Filippo, oramai anziano, per l'improvvisa risata non riusciva più a respirare bene: ansimava invece di fare le fusa.

E come in tutte le gag, così come successe ad Erika un mesetto fa, il babbeo di turno prova discolparsi invano. Riporto di seguito il dialogo in cui troviamo la babbea di Santina che si discolpa:

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TUTTI:
Ahahahahahahahahahaha! Non se po Sentì! Ahahahaahahah!
GATTI:
Ahhahahaahahahahahaha! miao miao miao miao! ahahahahahah!
SANTINA:
Aò, ma è colpa de sta stronza de Emanuela che me dice le cose sbagliate! da adesso in poi me piglio 30 punti de bonus perche gioco da sola!

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Da quel momento in poi nella mia testa sovveniva una forte emicrania che mi impediva di partecipare  alla visione del film nella serata. Sicuramente sarà stata la folle risata a procurarmi il mal di testa. Intorno alle 18.30 ce ne andavamo dallo zoo e ci dirigevamo verso casa. Per me la serata finiva li.

Caro PcDiario finisce così anche questa lunghissima pagina. Devo dire che nonstante ciò che è accaduto oggi mi sono divertito una cifra. Spero solo di non aver rispedito erroneamente questo scritto a tutte le caselle di posta elettronica della mia rubrica: questa è l'ultima cosa che voglio che mi accada nella giornata! Volevo solo chiarire che IGM sta per Istituto Geografico Militare.

A questo punto, come è di mio consueto dire... Arrivato Baglioni... il resto lo lascio dire a te!

Ti saluto

CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO


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NOTTE BIANCA ROMANA
(ritorno al 01 maggio del corrente anno)


SABATO 27 SETTEMBRE 2003


Caro Diario,
oramai ti scrivo solo per raccontarti episodi eclatanti che riguardano il mio tempo libero trascorso con i ragazzi della parrocchia, lo so. Me ne dispiace, però gli episodi storici accadono solo con loro. E non so per quale motivo a me occulto.

Nella mia incompetenza, l'ultima volta che ti ho scritto, anzichè salvare la pagina l'ho erroneamente inviata a tutti gli indirizzi email presenti in rubrica. Sembra strano: ho preso la patente europea del computer 11 mesi fa e ancora non ho imparato ad usare il PC correttamente. Cose che capitano.

Ad ogni modo, come avrai letto nel titolo, la serata di cui vorrei parlarti è proprio quella di sabato 28 settembre C.A., che per alcuni momenti ha rievocato la bellissima esperienza del 1° maggio. Anche questa sera sono avvenuti degli episodi che posso classificare come storici.

E' questa la sera in cui Roma diventa come Parigi, anche se per qualcuno la capitale francese non è da paragonare nella maniera più assoluta a quella italiana.  Ebbene questa notte romana, cosiccome previsto dalle istituzioni comunali, per la prima volta, avrebbe dovuto vedere TUTTI i suoi negozi aperti, TUTTI i suoi mezzi di trasporto gratuiti nonchè la CREAZIONE di una grandissima isola pedonale i cui limiti sarebbero dovuti rientrare in quello che viene definito centro storico. Non è stato proprio così, forse lo è stato solo per i mezzi di trasporto. (Pensa che in tutti i pulman che ci passavano davanti vedevamo il volto di Fabio e Deborah. Anche loro, come Padre Pio, hanno il dono della polilocazione. Sicuramente perchè si viaggiava gratis!)

Senza pensare a cosa si stava andando in contro, la combriccola parrocchiale, vivamente sconsigliata dal sottoscritto che già lungimirava una catastrofica serata, prendeva l'iniziativa di dirigersi verso quella che è la più grande città d'Italia: ROMA. Preciso che i partecipanti al viaggio senza fine erano: Massimo (l'anti Parigi), Erika (la muta del viaggio), Emanuela (la bestemmiatrice), Santina (la dormigliona che ingombrava i sedili posteriori) e il sottoscritto. Alle ore 10.00 PM i 5 rappresentanti della parrocchia San Philippo Neri si avviano in quel di Roma.

Durante il viaggio c'era chi proponeva di andare al Colosseo (così lasciavamo la vettura alle Capannelle!), chi voleva prendere la metro (così avremmo viaggiato tutti appiccicati agli altri passeggeri, con una mano davanti e una dietro per proteggere il portafogli, con la puzza di zingaro odore caratteristico della metro quando è affollata e non, col rischio di rimanere bloccati per tutta la nottata dentro il mezzo come dei coglioni!), e in fine chi voleva andare a vedere il film Terminator 3 (così avremmo fatto 30 km per vedere un film che potevamo vedere anche al Cynthianum!)

Giunti in località Colli Albani si profilava in lontananza una lunga coda di auto che ci avrebbe accompagnato sino al ritorno. Allorchè il sottoscritto si approssimava a pronunciare mentalmente qualche blasfemità  in previsione di quanto già pensato sotto i gazebos prima di partire. Per fortuna gli altri presenti non si accorgevano di nulla.

Vorrei citare un dialogo pronunciato dal conducente Massimo e la passeggera Emanuela, proprio in questo frangente.

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EMANUELA:
Certo che porca miseria hanno fatto sto gemellaggio tra Roma e Parigi, ma vedo che la situazione è catastrofica. Co tutto sto traffico!
MASSIMO:   
Vabbè! Che mo voi paragonà Roma a Parigi? Che c'ha Parigi de bello?! Solo 'a Torre Eiffel e basta!

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A questo punto capivo nella mia ignoranza, che Massimo, già laureando in topografia romana, stava già seguendo da diversi anni un corso di laurea triennale in topografia parigina. Nemmeno a farlo apposta la medesima sensazione veniva avvertita dal resto della comitiva.

L'imbottigliamento nel traffico continuava, altrettanto le risate dovute ai due episodi precedentemente accaduti; ma sembrava che la serata ci stava riservando un momento apocalittico, apogeotico, antipodico... insomma mai accaduto e mai auspicabile: il bestemmione pronunciato da Emanuela.

Non ricordo con esattezza che via era, ricordo solamente che sulla nostra sinistra c'era un locale denominato Bar LA COLONNA. Alchè,  Santina mi guardava e sorridendo esordiva il dialogo sottoriportato:

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SANTINA:
A Ca, lo vedi quel bar?
CARLO:
Mbè?
SANTINA:
Leggi come se chiama.
CARLO:
Bar La Colonna... e co tutto sto traffico... porca M!
SANTINA:
Ah, ah, ah, ah!
EMANUELA:
Che cazzo ridi?!
SANTINA:
Ah, ah, ah! No è che gli ho fatto legge er nome de quer bar a Carlo e lo sai che m'ha risposto? Ah, ah, ah! Bar la Colonna.. ..
EMANUELA:
Eh, e porca ma** nna! (leggasi alias di "madre di Gesù"). Che cazzo ce sta da ride? ste stronzate me fanno 'ncazzà!
SANTINA:
Tieeeee! Dopo sti fatti s'è arevoticato er monno! ahah muahuahuhauhauhaua

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In quell'istante mi cadeva un mito, uno stereotipo da prendere in considerazione, un muro invalicabile, un palazzo addosso, una torre gemella, una torre de velletri, una torre non ottemperante alla legge Beghelli  come quella de sanmarino....insomma mi cadeva tutto il mondo addosso!

Non parlavo per circa tre quarti d'ora di fila. Anche Massimo ed Erika non aprivano bocca rimanendo allibiti al fatto. Mentre Santina invece continuava imperterrita sotto i baffi la sua risata. Per la prima volta nella mia vita vedevo " 'a trashformazione di Emanuela", da non confondersi con la trasformazione teatrale.

La serata è stata sicuramente stressante e irritante in virtù del fatto che c'era un traffico della "alias di madre di Gesù", ma non pensavo che le nostre psichi degenerassero così tanto.

Posso dire che mentalmente bestemmiavo come un turco, ma non sarei mai arrivato a pronunciarne una mettendo in mezzo la "alias di madre di Gesù", questo è certo!

Ma ecco che il silenzio veniva interrotto da Erika proprio nel momento in cui ci accingevamo ad arrivare nei pressi di San Giovanni in Quirinale. Questo era il momento in cui la stessa, nella sua "chechità",  voleva stare piu zitta possibile, proprio perchè qualche mese prima ne aveva detta una madornale. Ma per sua conformazione caratteriale non riusciva a rimanere nel silenzio e sparava un'altra affermazione che segnava la storia della parrocchia. Stavolta però l'avvenimento non accadeva al Quirinale, bensì dopo qualche metro, in una via di cui disconosco il nome.

Cito qui sotto il secondo dialogo storico serale.

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MICIO:
A Erika, te sei azzittita vè?
ERIKA:
A Massimo ma che stai a dì! Ahò sarebbe proprio da annà qua a destra....
MICIO:
Andò?
ERIKA:
Dar PAZZARITO e PISTARITO.
SANTINA:
Ma hai sentito quello che hai detto, Erika?
ERIKA:
.....Me so sbaiataaaaaaaaa!
KARL82:
Quando semo nei pressi de San Giovanni qualche sfondone lo deve sempre da dì.
ERIKA:
Vabbè, forse è meglio che me tappo la bocca!
KARL82:
N'atro po più tappo de così!

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Venivamo a conoscenza dunque che, nella serata in cui Roma e Parigi si fondono nel mondo dei negozi, nasceva un nuovo esercizio commerciale che sicuramente si espanderà sino a competere con la grande catena dei MacDonald! da questo istante in poi Erika diventava ancora più piccola di quello che è ammutolendosi per tutta la serata.

Riporto di seguito un esempio di dialogo realmente accaduto in macchina.

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KARL82:
Erika!
ERIKA:
Uhm....
KARL82:
Erika, me risponni?
ERIKA:
Uhm....
KARL82:
Dimenticavo, non risponne ai messaggi figurate quanno je parli!
ERIKA:
Uhm... Uhm....
KARL82:

A Massimo, ce dovemo venì piu spesso qua a San Giovanni, soprattutto quanno Erika sta in vena da rompe er cazzo! Così rimane inerte e nun la vedi e nun la senti.

ERIKA:
Uhm...

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In effetti gia sapevamo che Erika era laureanda in "Roma negozi e non solo", ma non potevamo mai pensare che stava discutendo la tesi "Come modificare la denominazione sociale di un'impresa commerciale". Credo che questa sia l'unica spiegazione alla cantonata.

In un modo o nell'altro riuscivamo a sbottigliarci fuori dal caos della capitale promettendoci di non venire mai più in quel della notte bianca romana. Io non l'ho promesso perchè già sapevo in partenza che cazzo fila di merda dovevamo affrontare. Data l'ora tarda facevamo dietro front.

Alle ore 01.30 AM del 28 settembre 2003 ritornavamo a Cecchina. La tromba della ritirata si faceva sentire per Emanuela e per Erika, le due vere protagoniste della serata. Ma per  Carlo, Massimo e Santina si continuava sino a notte inoltrata. I tre  decidevano di non vanificare la serata e dunque si dirigevano da Fortini per consumare un anelato gelato.

Sostanzialmente, cosiccome è avvenuto in maniera simile al 1 maggio, abbiamo fatto 60 kilometri per andare a prenderci il gelato da Pamela e da Francesco a Genzano!

Le tragiche conseguenze della serata sono state le seguenti:

MASSIMO è andato al prontosoccorso per stiramento ai crociati e al tendine d'achille a causa dell'elevato numero di sollecitazioni della frizione.

ERIKA è stata ricoverata in "cloanica" perchè non riesce più a parlare.

EMANUELA è in clausura dopo aver detto il bestemmione.

SANTINA è in reparto chirurgia plastica perchè ancora sta ridendo.

Karl82 è ricoverato all'ospedale psichiatrico "la torretta" di Genzano in stato di choc a causa della roboante bestemmia ai danni della "alias di madre di Gesù".

Detto questo caro Diario concludo salutandoti. Tranquillo che stavolta non mando questa pagina in giro. Ho capito come si salva su C:

IL TUO AMICO


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ROBIVECCHIO ANDATA E RITORNO.
Sabato 14/05/2006

Caro diario,
è passato oramai un lustro da quando ti ho scritto l'ultima volta. E mai come quello che mi è successo stasera mi ha dato la voglia metterti a conoscenza dei fatti.

Oggi pomeriggio intorno alle 19 incominciavamo a decidere dove potevamo trascorrere il sabato sera con gli amici dell'oratorio. dico "incominciavamo" perche la nostra credo che sia stata la decisione piu breve che avessimo preso da quando usciamo insieme: iniziavamo alle 9 per definire gli ultimi ritocchi alle 21 circa!!!! e ti ho detto tutto!

Non ci si riusciva a mettersi daccordo: chi proponeva il Mac donald, chi proponeva di mangiare alla zingaresca (ovvero piasse un pezzo de pizza e consumallo pe strada), chi di andare verso Roma a cercare Maria come accadeva qualche anno fa con Erika, chi di andare verso il mare e chi, piu arguto di tutti, di andare a pescare a Fiumicino. Tutti affamati come i lupi, si propendeva per la pizza a Roma.
Sicchè partivamo alla volta della risto-tratto-pizzeria "I cunicoli delle catacombe de San Pancrazio", meglio conosciuta come "il merlo   parlante" ubicata in quel di Castel di Leva. Io salivo in macchina con Daniele, Lillo e Sonia. Il buon Daniele, padrone incontrastato della vettura, ci faceva ascoltare dei pezzi musicali "in" dell'estate 2004. Tengo a citarne due in particolare di Tony Tammaro: Patrizia e Bottana. 

Alle 21.30, dopo aver conosciuto le catacombe di San pancrazio, causa la strettezza delle strade locali,  arrivavamo in quel di Castel di leva. E non si sa perchè, forse per la leva che non c'è piu, in virtù della professionalizzazione delle forze armate, non c'erano piu manco i posti pe magnà.   Tutto esaurito! Probabilmente tutti i loculi erano colmi di salme paleo-cristiane.

Divincolatici dai cunicoli, credevamo fosse opportuno tornare, a distanza di qualche anno, nei pressi di San Giovanni in Quirinale (leggasi le precedenti pagg di diario). Sicchè, approdavamo nel pub ROBIVECCHIO intorno alle 22.

Il posto scelto ha dato non poco fastidio al Cavalier Daniele in quanto, da fonti araldiche, siamo venuti a conoscenza che la nobile dinastia dei MARCOVECCHIO è stata in conflitto con i ROBIVECCHIO per la conquista del feudo di CASTELNUOVO.  Tant'è vero che era l'unico ad aver ordinato un primo piatto rispetto a tutti gli altri che prendevano una pizza, proprio per dispetto al gestore del locale.

Restavamo molto colpiti dalla velocità del servizio. Sette su undici vedevano la pizza arrivare alle 23.45 circa. Praticamente tutta la prescia che c'avemo avuto pe magnà dalle 19 si esuriva poco prima della mezzanotte! appurato questo fattore, Massimo e Erika segnavano una X col coltello sulla tovaglietta di carta, che metaforicamente parlando significa " ce facevano una croce sopra al locale".

Restavamo altresì colpiti da Renato . Renato era l'addetto all'animazione Karaoke del locale. Si dice di lui che faceva karaoke  giù al Ranch, ma questo è tutto da Verificare. Ebbene questo coglione importunava i clienti mettendosi alle loro spalle e cantandogli col microfono a due millimetri di ditanza dall'orecchio . Praticamente questo pirla ce cantava de dietro; io e erika, che stavamo vicini, se dovevamo parlà cor megafono pe senticce . Tanto per la cronaca so tornato a casa atono con le corde vocali ingrossate data la grossa quantita de voce che ho dovuto tira fori pe comunicà in italiano.

Non sia mai quando Renato veniva a sapè che Federica se sposava!!!!!!!!!!!!! ha incominciato a cacà er ca**o come a pochi. Piu chiedeva a Federica di cantare un pezzettino di canzone e piu Federica perdeva la pazienza. contrariamente al sor Paolo detto il Pennino che offriva un'ottima performance canora di elevata qualità bitonale, allietando per altro i tavoli vicini con alcuni gorgheggi lirici.

Finito di mangiare finalmente ci sciacquavamo da quel locale. Mentre aspettavamo il maestro Cecca che doveva cambiare l'acqua al pesce, fuori al pub incominiciava una insolita scenetta aritmetica tra Erika e Daniele, di cui non sto qui a raccontarne i particolari perchè riguardava l'addizione di 13 + 7 = 20. Erika non riusciva a capire e Daniele per l'ira funesta, dovuta al nome del locale e alla ritardaggine del nano, a quel punto se ne tornava a casa con Lillo e Sonia.

Io volevo proseguire la serata e decidevo per tanto di salire in macchina di Massimo. Non l'avessi mai fatto. Per me stava iniziando un brutto momento: ogni volta che mi torna in mente mi sale il veleno al cervello, non  per Erika con la sua sparata ma per l' 8 puntata della soap opera MINIPOTE!!!!!! Questa è stata la puntata più lunga della mia vita e la cosa piu brutta è che l'ho vissuta per intero in prima persona. Ma andiamo con ordine. Torniamo al post litigata Erika-Daniele per questioni di natura matematica. Riporto alcuni dialoghi:

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MICIO:
Erika tu non capisci un cazzo, ha ragione Daniele. Nun capisci un cazzo!!!
ERIKA:
Massimo vaffanculo. Quando fai cosi me Verrebbe da datte cinque cinquine!!!!!!!!!!!!!!
TUTTI:
Muahuhauhuahuahuahuahuhauahu

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In quell'istante se so svegliati tutti quelli che dormivano nella via dove avevamo parcheggiato e incominciavano a ride de brutto!! Persino la macchia d'olio che stava sotto alla jeep vicino a noi ha incominciava a ride!!!!!!Tuttavia questo è stato il momento piu simpatico del viaggio di ritorno. Dopo la risata folle gia stavo pensando a scrivere l'8 puntata della soap opera de MININPOTE sulla base di quanto raccontatomi da Erika al pub con i seguenti spezzoni:

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Si parla di dieta:

ONE:
no mi sorella non la può fa la dieta perchè ancora allatta
MICIO:
e mamma mia vincè, tu nipote c'ha due anni!
ONE:
Venti mesi, venti mesi!!!!!!

[...]

si parla di strade romane

ERIKA:
sta strada nun è quella che porta allo zoo de roma?
MICIO:
A vincè ma tu a tu nipote 'o si portato mai ao zoo?
ONE:

Macchè è ancora troppo piccolo. Però i versi degli animali li sa fa tutti! sa fa il cane, il gatto, la mucca eccc.... Certo non conoscerà la giraffa, l'elefante, però gli altri versi li sa fa tutti!!! Si, Si!

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Penso che gia uno leggendo questi due mini sketch ne avrebbe i coglioni fracassati! invece no. Micio no.  Micio in quell'istante aveva voglia di frantumarceli ancora, per tutto il viaggio di ritorno. Il viaggio piu lungo probabilmente da quando sono nato:
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MICIO:
Vincè, annamo a ordinà le figurine dell'album dei mondiali. io pe me e tu le fai intestà a tu sorella. Però me sa che poi nun je arrivano.
ONE:
Vabbé gliele intestiamo a mi cognato. Piazza.
MICIO:
che è piazza?
ONE:
Piazza è il cognome de mi cognato... Pensa quer poro MINIPOTE... che nome lungo! Piazza Federico Giuseppe!
KARL82
aaaaurghgghghghggh!!!!!
ONE:
Però pe me rimane sempre Federico. io lo chiamo federico! eh eh. Si, Si!
KARL82
aaaaurghgghghghggh!!!!!
ERIKA:
ihihihihihihihih (ridendo sotto i baffi)
MICIO:
Ma scusa, giuseppe? perche giuseppe? che è il nome del nonno paterno?
ONE:
Si, Si!
MICIO:
a sto punto lo potevano chiama pure Tonino...
KARL82
Si vabbè mo pure Rita...! aurrghghghghghg!!!!
ERIKA:
ihihihhihihih!!!!!
MICIO:

Volendo pure Vincenzo.

ONE:
il fratello de mi cognato se chiama Vincenzo come a me. è pure piu grosso de me
KARL82
( e sti cazzi)
ERIKA:
ihihihihihihi!!!!

[...]

MICIO:
insomma domani inaugurano l'area dei bambini. pure l'altalena.
ONE:

Ah MINIPOTE quando sale sull'altalena fa << zio, tè! zio tè!>>. Perchè mo je piace pure er thè, sa. Pensa che mi sorella se deve arza la notte pe faje er thè!

KARL82
aaaaurghgghghghggh!!!!!
ERIKA:
ihihihihihihihih (ridendo sotto i baffi)

[...]

MICIO:
a Vincè ma tu nipote ce l'ha altalena?
ONE:
avoja! pensa che ogni volta che vado la me tocca spignelo sempre! Si, Si!
KARL82
aaaaurghgghghghggh!!!!!
ERIKA:
ihihihihihihihih (ridendo sotto i baffi)
ONE:
l'altro giorno lo stavo a spigne me imbruttiva perchè lo spignevo male... pensa che me stava a mannà pure a quer paese
KARL82

(tra se e se: vince mo se nun la smetti co sto cazzo de minipote te ce manno io a fanculooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!)

ERIKA:
Muahuhuauhuahuahuaha

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Se sapevo che dovevo sopportà sto supplizio me ne ritornavo a casa con daniele.

La sera si concludeva a genzano presso il bar della piazza. One importunava ripetutamente alcuni di noi con altre vicende de MINIPOTE tra cui anche Federica e Ceccaman, ma sinceramente pe quante ne ha dette stasera mi rifiuto di raccontarle altirmenti lo uccido (a isso e ar nipote)

Concludo anche io. Spero che questa storia de MINIPOTE termini, perchè sono arrivato quasi al limite della sopportazione. Sò arrivato alla frutta!

Caro Diario, come vedi ne è valsa la pena riportare tra le tue pagine la serata di oggi. Mi piacerebbe che se ne ripresentassero altre da descrivere. Tanto sono sicuro che non le leggerà nessuno proprio perchè sei il mio diario segreto.
Ciao

Carlo


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RAFTING E BLA BLA BLA...
1 ottobre 2006

Caro Diario,
quest'oggi voglio raccontarti l'indimenticabile giornata passata in Umbria con gli amici.
Siamo partiti dunque alle ore 8.00 dal piazzale Piamartini di Cecchina. Il primo punto di rendez-vous è stato l’autogrill di Fiano Romano. Lì abbiamo fatto delle conoscenze magiche che hanno caratterizzato buona parte della domenica sportivo--mangereccia: Fabio, detto ER PAROLA (poi vedremo in seguito il perché), e la rigazza Claudia, detta DEVO STA ATTENTA QUANNO MAGNO SINO’ ME NGHIOTTO ER PIRSING. A titolo di precisazione specifico che Er Parola è un collega di Emanuele.

Effettuata una breve colazione in loco, e appurato che Sonia detta PUMMY è un po daltonica perchè diceva che la macchina der Parola non era grigia bensì antrace (che non è grigia), spostiamo la flotta in saving verso l’uscita dell’autostrada di Terni, altro punto di rendez-vous con i rimanenti colleghi di Emanuele. Riunitici tutti quanti, partivamo in attacco federale verso il centro rafting delle Marmore.

Il viaggio di andata si contraddistingueva da alcuni momenti d’imprecazione comune nei confronti di zio e nipote quando, all’altezza di Orte, calava una fitta nebbia. Addirittura la Cecca-mobile viaggiava con un corno rosso sul portabagagli dalle grosse dimensioni per cercare di risolvere la situazione. Assieme alle imprecazioni in coro e con la mano alzata sembra che il clima ne stava risentendo in qualche modo: in men che non si dica, a distanza di 15km circa, la nebbia incominciava diradarsi. Entrati in Terni tutti incolonnati in prossimità di un incrocio cittadino notavamo che il semaforo era rosso mentre le tre freccie semaforiche apparivano verdi. Nell’incertezza, il capo-colonna Emanuele decideva di dare ragione al semaforo generale rosso restando così in attesa, ma dopo alcuni secondi tutta la fila incominciava ad eseguire suoni ritmici assordanti col clacson alzando a dismisura un rintronante chiasso... è incredibile, ma i ternani avevano saputo proprio in quell’istante che Fabio Grosso aveva segnato l’ultimo rigore che ci consacrava Campioni del mondo!!!!! Di qui la spiegazione dei clacson a ritmo di popopo popopopo pooooooooooo!!!.
Sicchè alle 10.30 circa mettevamo piede al centro rafting. Poco dopo gli istruttori ci chiamavano a se e vestiti della sola muta incominciavamo l’addestramento pre-rafting della durata di 20 min circa. Debbo dire che pagaiare sui sassolini mi sembrava un po da coglioni; il bello è che per farlo j’avemo regalato pure 35 carte!!!!!
Eravamo tutti in regola con le norme previste dal Centro, l’unico irrispettoso era Andrea il Secco detto IL GLABRO, il quale sottoscrivendo la liberatoria di essere in sana e robusta costituzione e di avere un peso corporeo inferiore ai 100 kg, non solo superava il peso consentito, ma aveva anche un’ unghia incarnita. Gli istruttori per fortuna sono stati molto tolleranti… anche perchè sarebbero state 35 euri in meno per loro!!!
Indottrinata la ciurma per bene, completavamo la vestizione e, in stile A-TEAM (o in stile paracadutisti, dipende dai punti di vista), ci dirigevamo sotto la Cascata delle Marmore per iniziare la discesa.
L’ esperienza è stata bellissima, oltre che emozionante. Credevo però che potesse essere più difficoltoso, invece si è rivelato un percorso molto alla portata.
Riporto di seguito un breve dialogo:
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ISTRUTTORE:
Avanti!
TUTTI:
(ognuno andava a cazzi sua e fuori tempo)
ER PAROLA:
Bla bla bla bla bla bla bla
ISTRUTTORE:
Stoooop!!!!
TUTTI:
(in posizione dello stop tranne Er Parola)
ER PAROLA:
Bla bla bla bla bla bla bla
ISTRUTTORE:
Stooop! Aho ho detto stooop!!!
CECCA
Ahò a Parò, ha detto stop!
ER PAROLA:
Bla bla bla bla bla bla bla… e nun lo sento che ce devo fa!
TUTTI:
Si è vero nun te sentimo istruttò
ISTRUTTORE:
ragazzi io gli ordini li ripeto una volta sola, chiaro?
Karl82:
e grazie ar cazzo che nun lo sentimo! So tre ore che er Parola sta a fa bla bla bla!!!

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Inizialmente credevo fosse molto faticoso fare rafting ma giunti all’arrivo mi accorgevo di sbagliarmi: il culo me lo sono fatto assieme all’equipaggio nel riportare il gommone in sede. In quel frangente a qualcuno stava per uscire l’ernia.
Dopo una bella doccia e dopo aver discusso sull’opportunità di non prendere il cd con le 75 foto scattate dallo stesso punto alla modica cifra di 60 euro a gommone, lasciavamo il Centro rafting e, su suggerimento di un istruttore (mortacci sua), andavamo al fast food.
Il locale in questione si chiama NEW LITTLE CHALET, che tradotto dall’inglese sta per “nuova piccola baita”. Eggià proprio un locale inglese! E di inglese c’aveva la flemma! Voi lo avete mai visto un fast food con la flemma inglese? Noi si!
Basti pensare che entravamo alle 12.45 e finivamo di mangiare alle 16.30 occhio e croce!
Talmente veloce era il servizio che pure er piatto der Micio è stato talmente veloce a freddasse prima de arrivà ar tavolo!.
Ore 15:45 e il secondo ancora non arrivava… tutti sbracati de fori. Alche decidevamo di rientrare, non sia mai arrivavano le portate mentre stavamo sollazzati … ecco a voi un altro breve dialogo:

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KARL82: Aho a rega ma quanno cazzo arrivano sti arrosticini de pecora?
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
MICIO: secondo me ancora stanno a cercà la pecora!
   
PUMMY: Ma la pecora è dura?
   
DANIELE: Senti st’artra!!!
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
KARL82: Ammazza quanto cazzo parla questo!! Ma nun sputa n’attimo!!!!
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
KARL82: A Daniè, a Mauro je stanno a sanguina le recchie!
   
DANIELE: mo vedemo se pure quanno magna parla!
   
[…] dopo svariate ore di attesa […]
   
ERIKA: Mamma mia che palle nun arriva piu sto secondo!!
   
KARL82: Toccava piasse na bella tajata de frutta! Cosi era pronta subito!
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
KARL82: Porca mignotta me sta a manna sotto questo.

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Finalmente alle 16.15 arrivava il secondo per tutti! Er Parola riusciva a parlare anche mentre mangiava.
Constatato che se arrivavamo al dolce se faceva notte, dopo che Erikaprendeva l’ottavo caffè (tante erano le volte che glielo aveva chiesto il cameriere il quale glielo voleva fa beve pe forza) decidevamo di andare a prenderci il gelato altrove.
Sicchè una volta pagato il conto, mettevamo in moto le macchine e partivamo. PARE VERO!!!! La macchina der Parola (che non è grigia) non dava cenni di vita. E’ incredibile: un walkman se parla per troppo tempo je se scarica la batteria… Ar Parola no. Quando er Parola parla assai invece che a lui je se scarica la batteria della macchina sua!!!
Provavamo tutte le soluzioni possibili per ripristinare il guasto: dai cavetti fini di un passante alla sostituzione dei fusibili :

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ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
DANIELE: Allora , a Parò, caccia il libretto uso e manutenzione de sta carretta...
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla! aho a rega ma sete sicuri che so i fusibili... bla bla bla bla bla bla bla bla bla
   
KARL82: A Parò mo c’hai cacato er cazzo! e statte zitto n’attimo! Facce vede se ce riuscimo… mannaggia la mignotta!
   

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Dopo vari tentativi andati a vuoto il buon Cecca enunciava:
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CECCA: A regà secondo me i cavetti che avemo usato prima so troppo piccoli, tocca trova quelli un po più grossi.
   
ANDREA: Capirai qua in mezzo alla giungla? e do li pijamo!
   
ER PAROLA: Bla bla bla bla bla bla bla bla bla! Aho ma chè è la sopra?
   
KARL82: E che ne so, sarà un cane!
   
ER PAROLA: Ma che stai a di è na signora!!!
   
SIGNORA: Ragazzi che succede?
   
MICIO: Signò ce l’hai i cavetti per la macchina?
   
SIGNORA: Cosa sono i cavetti? Spiegatemi.
   
KARL82: seeee. guarda questa come cazzo sta....
Allora, due binari, dritti, ma lunghi lunghi lunghi lunghi! Ce poi arriva pure a Roma… anzi che dico… pure in Afriha! Pensa come cazzo sta questa!
   
SIGNORA: Arrivo un attimo a casa vedo se ce l’ho!
   
KARL82: aho questo è n’artro buco dell’acqua! Con la scusa che andava a casa se l’è squajata!

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Contrariamente alle nostre aspettative, dopo un quarto d’orina la Signora tornava con i cavetti della macchina simili alla descrizione del Cecca.
Riuniti in preghiera, sicuri di trovare appoggio nel Protettore del luogo, San Valentino, la macchina der Parola si metteva religiosamente in moto. Ringraziata la Signora, procedevamo con un sospiro di sollievo alla Cascata per prenderci un gelato.

La Giornata in Umbria andava concludendosi. Congedatici dagli altri, tornavamo a casa.

Caro diario, ti sto scrivendo coi timpani gonfi. Per questo ti saluto e spero di avere altre occasioni per scriverti.
Ciao


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1° Raduno della Community di Radio Globo
Viaggio inCulonia...nun se sa che storia!!!!!!!

Domenica 17 dicembre 2006

Caro Diario,
torno or ora dalla strabiliante serata passata assieme ad alcuni frequetatori della Community di Radio Globo. Wow, che bella serata!!!!!!
Non ho mai partecipato ad incontri mangerecci i cui partecipanti non sono di mia conoscenza. Sinceramente pensavo di rimanere un po in disparte per i motivi di cui sopra; invece non è stato affatto cosi!
Mi sono divertito tantissimo e tra le altre cose ho conosciuto bella di gente buona compagnia!
La serata ha avuto inizio proprio davanti la fraschetta, quando la formidabile LO33RE mi ha chiesto di aiutarla a portare ai tavoli dei regalini natalizi personalizzati impacchettati da lei stessa (non je dite che s'è scordata er prezzo della busta attaccato!!!). Man mano che arrivavano le persone, sono riuscito a riconoscere un buon 80% dei partecipanti chiamandoli per nick! Non a caso il buon Nandonedipendente e il buon Paolo82 hanno voluto cimentarsi col sottoscritto in una vera e propria gara all'associazione persona-nick. Secondo voi chi poteva vincere?
Tra le persone che ho conosciuto, sicuramente sono rimasto colpito dalla bellissima Gina Pilotina la quale, oltre a essere una persona squisita, affabile e simpaticissima, si è rivelata la commensale più gajarda che potevo avere accanto: ve dico solo che, oltre a starcene praticamente tutta la serata a parlare, siamo arrivati a dividerci parte delle portate!! e la gente c'ha scambiato pure pe una coppietta....non che non me sarebbe dispiaciuto ;) ... però se il ciborio ci arravava a pezzi per forza di cose occorreva dividerci la cena come i terremotati.
Non potevo non farmi riconoscere anche stasera: visto che nessuno proponeva un brindisi, mi sono alzato piu volte per unire la tavolata nei consueti cin cin.
Amici, ho fatto due conoscenze da fare invidia a tutte le reti di comunicazione mondiali: i colleghi ferrovieri Tremors & friend accorsi per l'occasione da Civitavecchia (una fermata prima di Orosei). La gente non lo sa, ma costoro sono stati gli artefici del deragliamento accaduto qualche giorno fa sulla tratta ferroviaria MILANO-LECCO MILECCO-L'ANO!!!! Non ditelo in giro altrimenti so c**zi loro...non se sa che storia!!!!!!!!!!!!!!!!!
Diciamo che la nostra era una combriccola di bravi ragazzi calmi e tranquilli. Tutti tranne uno. Fabry. Ragazzi questa sera Fabryy, dopo aver fatto il piacione con mezza community presente, s'è mbriacato de brutto. Non si sa per quale motivo arcano gli altri mangiavano e lui invece beveva. Fatto sta che dopo aver regalato 3 rose all'amichetta mia Gina Pilotina e dopo che j'ha sbavato su una mano (e dopo che mi sono ingelosito), il secco si è svuotato una broccona de vino rosso allungato co l'acqua. Non reggendo la botta poichè a stomaco quasi completamente vuoto, ha cominciato a vomitare alla grande. Pensate che il buon Massy7893456421135787 (non me ricordo quanti altri numeri c'ha sul nickname) ha cominciato a pensare che Fabryy avesse raccontato una bugia sulla sua identità e che dunque doveva essere Vomitino, stasera assente. Purtroppo per lui no. Si trattava di Fabryy El Conquistador in persona.
La serata oramai volgeva al termine per tutti. Tutti tranne che per me e il buon samaritano Spawn il quale si è offerto volontario per riaccompagnare a casa Fabryy detto "er brocca" insieme al sottoscritto.
Qualcuno prima di questa cena mi ha detto che giocavo in casa. Effettivamente era cosi. Ma mica perchè dovevo veni alla cena pe rimorchià, ma pe riaccompagnà Er Brocca a casa. Voi direte, ma come facevi a saperlo? Semplice me lo avevano predetto le carte di Serenissima!
Congedati dalla troupe e, con mio forte dispiacere, dalla mia amichetta Gina Pilotina, ci dirigiamo alla volta della località "Culonia". Er Brocca abita proprio inCulonia! Non vi dico per arrivarci che abbiamo combinato con Spawn! Le comiche. Manco Stanlio e Ollio avrebbero girato un film come il nostro.
Come vi dicevo pocanzi, io giocavo in casa. Non ho trovato difficoltà a raggiungere la via in questione perchè, fortunatamente, orbitavo in quelle zone proprio qualche giorno fa. Verificato l'indirizzo sulla carta d'identità de Er Brocca, imbocchiamo nella strada che pensavamo fosse quella della sua abitazione. La via corrispondeva con quella riportata sui suoi documenti. Dovevamo raggiungere il civico numero 5, ma i numeri erano messi Ab Cazzus: iniziavano da 18, poi c'era un buco de 63 numeri, poi ritornavano a 2... insomma un casino. Giusto per complicarci le cose, la strada subiva una biforcazione che ci confodeva non poco... anche lì la numerazione sfalzava: arriviamo al 3, un altro passo avanti al 4... finalmente il 5? macchè ce stava er 10!!!!!!!!! Non sapevamo piu come fare. L'unica cosa era farci dare il suo num di casa ma il secco ci rispondeva con ostinazione di portarlo a dormire.
Ecco a voi un breve dialogo del momento:

BROCCA:
ahò portateme a dormi!
KARL:
a Brò nun te preoccupà mo ce pensamo noi ( e che voi pensà, qua se sempo persi inCulonia!!!!)
SPAWN:
Karl, provamo a apri tutti i cancelli che qua Er Brocca c'ha un telecomandino. A Brò dimme na cosa: de che colore è er cancello de casa tua?
BROCCA:
Nero!
SPAWN:
Almeno na cosa se la ricorda!
KARL:

A Spa, voi scommette che nun se ricorda un cazzo? mo guarda è... A Brò, ma come? alla cena a me hai detto che er cancello era giallo!

BROCCA:
mannateme a dormì!
   
KARL: Ce dici de colore è sto cancello?
   
BROCCA: è marrone!
   
KARL: Qua stamo nella merda!!!!!
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Stavamo proprio nella merda. Una lucina in lontananza ci faceva lungimirare alla salvezza: passavano due ragazzi, gli abbiamo chiesto indicazioni pe sape ndò cazzo stava sto numero 5. Manco loro che abitavano là lo sapevano!
Sicchè, visto che Er Brocca alla mia richiesta di darmi il suo telefono sbraitava diniegando, decidevo di chiamare l'89.24.24 per farmi dare il numero di casa. Era l'unica soluzione.
Chiamata la mamma, che poveraccia s'è pure spaventata a quell'ora, ci facevamo venire a prendere. Tanto per la cronaca, pur corrispondendo a quanto riportato sui suoi documenti, la via di casa era un altra!!!!! incredibile, nello stesso paese ci sono due vie col nome uguale situate in posti diversi. Giusto inCulonia accadono ste cose!

Finalmente, alle 01.45 lasciavamo a casa Er Brocca e ci dirigevamo in quel di ariccia per poi tornarcene a casa.

Nonostante il viaggio nella terra romita,la serata è stata bellissima.
Ringrazio tutti coloro con i quali ho scambiato quattro chiacchiere, in particolare il nostro organizzatore Massy891898980800!
grazie a tutti e al prox raduno!!!!