La Storia del nostro Borgo


Tante persone abitano oggi a Cecchina ma non tutti conoscono la storia del nostra paese. Tante sono le storie e le leggende che narrano la nascita di Cecchina ma nel corso degli anni solamente due di queste storie sono state indicate come le più "vere".

La prima è essenzialmente storica e narra che il figlio di Enea, Ascanio, sia partito da Lavinium (oggi Pratica di Mare) la città fondata dal padre, per esplorare e conquistare la zona dei Colli Albani e fondare qui un'altra città. Nel suo viaggio verso l'interno Ascanio e i suoi uomini si accamparono presso il Colle Conicchione (oggi Poggio Ameno). Questo Colle era ricco di selvaggina e vegetazione con piante di vite, ulivo e alberi da frutta. Mentre i suoi uomini si rifocillavano, Ascanio esplorava la zona: percorse Valle Ariccia, raggiunse il Lago Albano e il costone di Monte Cavo e qui fondò la città di Albalonga. Ascanio decise però rilasciare ugualmente un presidio sul Colle Conicchione perché da quel luogo si poteva avere un controllo della zona fino al mare e in caso di pericolo i suoi uomini potevano allarmare la città di Albalonga.

Sembra che poi questo presidio si ingrandì e si trasformò nella città di Corioli (da Caio Marcio Corioli, patrizio romano) ubicata nella zona tra Poggio Ameno, Pagliarozza e Monte Giove, che verrà poi conquistata e distrutta dai romani nell'anno 453 a .c. Quindi, secondo questa versione Cecchina sorgerebbe sulle rovine della antica Corioli. Ricollegandosi a questa storia, il nome Cecchina deriva dal fatto che una discendente del Re dei Rutuli (il popolo che abitava questa zona) Turno, infortunatasi ad un occhio da bambina, venne soprannominata " La Cechina "; sposatasi con un giovane guerriero di nome Saturno, si trasferì con il suo sposo ad abitare nella zona di Colle Conicchione (l'attuale Poggio Ameno). In seguito alla morte di Saturno in uno scontro armato, "La Cechina " assunse il comando della zona che prese quindi il nome della sua padrona.

Altra versione del vocabolo "Cecchina" potrebbe dipendere dal fatto che il vecchio casale di Cecchina Vecchia era di proprietà del sacerdote Sebastiano Cecchina, il quale nel 1670 vi fece costruire una Cappella ancora oggi esistente che veniva donata ad una donna e per analogia la gente chiamava la Cappella " La Cecchina ", nome che poi venne esteso a tutto l'abitato.

Il nostro paese è stato abitato anche dalle famiglie dei Pretoriani della Seconda Legione Partica. Dopo la distruzione di Alba Longa, l'imperatore Settimio Severo fece costruire per i soldati e per le loro famiglie (circa 5.000 persone) i "Castra Albana" (di fronte all'attuale Municipio).

Molte famiglie, però, preferirono lasciare la città e trasferirsi nelle zone adiacenti, compresa Cecchina. E nel passato, durante vari lavori, sono stati rinvenuti in molte zone molti oggetti antichi (marmi, mosaici, anfore) e addirittura nella zona dell'attuale Ginestreto anche ossa e scheletri umani; molto probabilmente si tratta di soldati morti nella battaglia per la conquista dell'antica Corioli ( 493 a .c.).

Cecchina è divisa in due dalla via Anziatina (la via Nettunense odierna), antica strada romana che collegava il porto di "Anxium" (Anzio) con Roma. Durante il viaggio ( 60 chilometri che venivano percorsi al massimo in una giornata), i singoli viaggiatori o le carovane potevano ristorarsi ed effettuare il cambio dei cavalli a Fontana di Papa e a Boville (l'attuale Frattocchie) .

Nel Medioevo, Fontana di Papa ospitava anche una guarnigione di Gendarmi Pontifici per scortare le merci e le diligenze e proteggerli dagli attacchi dei briganti che infestavano i boschi della zona.

La zona di Cecchina è stata anche teatro di numerose battaglie, sia all'epoca romana, con gli scontri per estendere l'egemonia di Roma, sia in epoca medioevale, quando i signorotti del tempo cercavano di estendere i propri possedimenti, per arrivare agli scontri con l'esercito napoleonico e austriaco durante le campagne d'Italia per finire con le battaglie e i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Tra i grandi personaggi del passato che transitarono e sostarono a Cecchina possiamo ricordare Coriolano, Cicerone (sostava a Cecchina durante il tragitto che lo portava nella sua villa di Anzio), Caio Giulio Cesare Germanico (Caligola), Papa Innocenzo XII, Papa Pio IX, le famiglie dei Savelli, dei Colonna, dei Borghese, il Re d'Italia Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini.

Nel 1697, Papa Innocenzo XII doveva recarsi in visita nelle terre di Anzio e Nettuno percorrendo la via Appia fino ad Albano,via Rufelli da Albano a Cecchina ed infine la via Anziatina (oggi via Nettunense) da Cecchina fino ad Anzio e Nettuno.
Durante il suo itinerario erano previste varie soste per salutare i fedeli e ricevere gli omaggi dai signori delle terre attraversate.

Prima che il Papa iniziasse il suo viaggio, Monsignor Paolo Borghese, capo della congregazione preposta alla costruzione e manutenzione delle strade dello Stato Pontificio inviò per due mesi seicento uomini ad accomodare le strade che sarebbero state percorse.

Era stato deciso che il corteo passasse e facesse una breve sosta a Fontana d Papa, ma per essere stato maldestramente spianato, il luogo risultò completamente allagato e il corteo dovette deviare per la strada di Torre Paluzza. Immaginate lo stupore e la gioia dei contadini quando videro transitare per quella strada (molto scomoda e sconnessa) il corteo papale.

Con l'elezione di Papa Pio IX, comparì nello Stato Pontificio la ferrovia: la prima linea costruita fu la Roma - Ciampino - Frascati (1857) seguita dalla Ciampino - Cecchina - Velletri (1863), prolungata in seguito fino a Terracina, Colleferro e Napoli (ancora oggi è visibile la vecchia sede ferroviaria). Talmente era importante la ferrovia che Pio IX stabilì che gli otto treni che percorrevano giornalmente la Roma - Velletri, si fermassero per due minuti a Frattocchie per il servizio della posta diretta alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e per il trasporto degli addetti alla corte e di quanti dovevano andavano a Castel Gandolfo.

Nel 1870, quando Roma fu annessa al Regno d'Italia, iniziò per Cecchina un periodo di fervida espansione dovuto principalmente alla ferrovia. La stazione di Cecchina era uno snodo ferroviario di notevole importanza e l'amministrazione del Regno Italia nel 1880 decise di costruire la Roma - Castel Gandolfo - Albano - Cecchina - Anzio (la via Nocchienti di oggi era parte della sede di questa vecchia linea ferroviaria) per agevolare il trasporto dei passeggeri e delle merci da e verso la capitale del Regno, seguita nel 1913 dall'avvio dei lavori per il tronco ferroviario S. Palomba - Campoleone.

La stazione ferroviaria fu anche la sede della prima scuola di Cecchina; dal 1880 al 1915, le lezioni si tenevano in un vagone ferroviario posto nel giardino della stazione stessa e si poteva frequentare solo fino alla terza elementare. Per frequentare le altre classi si doveva andare ad Albano.

Nel 1913 iniziò anche la costruzione di un fabbricato a tre piani uno dei quali sarà utilizzato come scuola fino alla costruzione nel 1958 della attuale scuola elementare.

Anche Cecchina, come il resto del Paese subì gli eventi e le conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Molti cecchinesi furono chiamati al fronte, coloro che erano rimasti vivevano e commentavano le notizie dal fronte portate dai bollettini di guerra, dai giornali e da coloro che ogni tanto tornavano in licenza a casa. I bombardamenti, le distruzioni, i morti e feriti venivano vissuti solamente attraverso i racconti.

Finita la Grande Guerra iniziò il periodo dei disordini e delle sommosse, seguita dall'avvento di Mussolini al potere. Nei primi anni del ventennio fascista, Mussolini passava spesso per Cecchina per recarsi nella tenuta di Campomorto (oggi Campoverde) dove aveva i suoi cavalli preferiti.

Anche il Re d'Italia Vittorio Emanuele III passò varie volte a Cecchina, sia in treno che in macchina. Si racconta che quando il Re doveva passare con la macchina, il "guardacancelli della ferrovia" chiudeva i cancelli della ferrovia come se dovesse passare un treno in modo che la macchina del Re fosse costretta a fermarsi. A quel punto le persone si disponevano intorno alla macchina al grido di "Viva il Re". Questi si alzava in piedi nella macchina scoperta, salutava e a quel punto il "guardacancelli" riapriva il cancello e il Re, senza mostrare disappunto per l'interruzione, riprendeva tranquillamente il suo viaggio.

Proprio perché vi passavano spesso tali personaggi, la via Nettunense fu una delle prime strade ad essere sistemata ed asfaltata.

Nel 1935 la vecchia linea ferroviaria Cecchina - Campoleone venne demolita perché ormai superflua in quanto era stata inaugurata qualche anno prima la direttissima Roma - Napoli.

Il 1935 è un'altro di territori a data importante per Cecchina; in quest'anno avviene uno scambio di territori tra vari comuni; una parte di Cecchina, fino ad allora dipendente dal Comune di Roma passa sotto Albano Laziale, un'altra parte passa sotto il Comune di Ariccia e altre vengono divise tra Pomezia e Aprilia (create dopo la famosa bonifica delle paludi Pontine).

Gli anni precedenti la seconda guerra mondiale trascorsero in un periodo di relativa calma, disciplina e lavoro.

Allo scoppio della guerra (1 settembre 1939) l'Italia rimase neutrale ma le schiaccianti vittorie iniziali della Germania spinsero Mussolini, il 10 giugno 1940, a dichiarare la guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Molti cecchinesi furono chiamati alle armi e partirono per le campagne di Albania, Africa e Russia e molti, purtroppo, non fecero ritorno.

Al contrario del primo conflitto mondiale dove la guerra si viveva principalmente con i giornali e le notizie dal fronte, nella seconda guerra mondiale, Cecchina, così come tutta l'Italia, si trovò nel mezzo del conflitto con combattimenti, bombardamenti, occupazioni.

L'8 settembre 1943, la notizia dell'armistizio giunse anche nel nostro paese che, vista la sua posizione strategica (dalle alture di Cecchina si aveva un vasto controllo del territorio, una delle principali strade asfaltate per recarsi a Roma, la via Nettunense, passava da qui e la stazione ferroviaria era molto importante) venne immediatamente occupata dalle truppe tedesche con la dislocazione sul territorio anche di un reparto delle SS e di una divisione di carri armati "Tigre".

Tra il 21 e il 22 gennaio 1944 gli alleati sbarcano ad Anzio e Cecchina si trovò improvvisamente catapultata in prima linea con combattimenti tra le truppe terrestri e bombardamenti dagli aerei.

Il 4 giugno 1944 Roma venne liberata e si può dire che per i cecchinesi la guerra terminò ma bisognerà attendere fino al 1945 per vedere il ritorno completo dei cecchinesi sparsi per l'Europa in seguito all'evolversi degli eventi bellici.

E qui giungiamo alla storia moderna del nostro paese e a voi la scelta di leggere tra un po' di tempo il seguito di questo racconto o magari farselo raccontare dai nostri nonni o dai nostri genitori.

(elaborazione e stesura a cura del mio amico Luciano Gagliano)